La settimana scorsa sono arrivati in Italia Y. San e suo marito. Y. san era una delle studentesse della scuola in cui insegnavo in Giappone e anche l’unica con cui sono rimasta in contatto una volta tornata in Italia. Per caso abbiamo infatti scoperto che vive proprio a due passi dai miei suoceri in Kyushu. Così quando ci siamo trasferiti lì da Osaka l’abbiamo incontrata due o tre volte e siamo anche andati a vedere la sua bella casa nonché la stanza da cui si collegava per fare lezione. L’altro giorno mi ha fatto doppiamente piacere incontrarla sia perché era da un anno che non ci vedevamo, sia perché lei e suo marito mi hanno fatto compagnia in una giornata di calma piatta. Tra l’altro sono stati anche gli unici clienti del giorno! È stata carinissima come al solito e mi ha portato degli o-miyaghe dal Giappone, due dei quali li potete vedere qui sotto: un porta fazzoletti a forma di kimono e una camicina fatti con la stoffa per i kimono.


L’altro ieri, invece, mi ha fatto piacere ricevere una lettera speciale da parte di Rie San, una delle mie studentesse private di Osaka. Anche lei non la sentivo da tempo e mi ha fatto venire una forte nostalgia delle nostre “chiacchierate” (praticamente tutte in giapponese) di quando veniva a studiare a casa mia e fra un caffè e un biscottino le insegnavo qualche cosa. Mi dispiace che abbia perso quello che le ero riuscita ad insegnare. Lei infatti è stata l’unica che non ha voluto che le presentassi un altro insegnante di italiano. Si era proprio affezionata! Speriamo che prima o poi riesca a venire in Italia con suo figlio Yuya e suo marito! Eccovi qui sotto la lettera che mi ha spedito, non è carinissima?


Il bigliettino è a forma di yukata con la mollettina per chiuderla a forma di ventaglio (uchiwa), fanno subito pensare all’estate!
Anche i pesci rossi che decorano il ventaglio e la fantasia dello yakata con le asagao sono motivi tipicamente estivi. Mi ricordo che durante le mie scorribande vicino casa andavo spesso in un grande magazino dietro la stazione (Vivre) e salivo sempre all’ultimo piano dove c’era il reparto cartoleria e casalinghi. In estate il reparto cartoleria si riempiva di cartoline e biglietti estivi da mandare agli amici e alle persone care. Purtoppo ora questo grande magazzino non c’è più dato che è fallito (nonostante le mie sovvenzioni). Un bel giorno infatti sono andata a fare la spesa al suo fornitissimo supermercato (fantastico era aperto fino alle 23.00!) e ho trovato una marea di gente e nessun prodotto di nessun genere alimentare; avevano messo tutto in saldo e una folla di gente aveva fatto a botte per accaparrarsi qualsiasi cosa. Ecco qui un articoletto de The Japan Times in inglese che parla dell’evento: http://search.japantimes.co.jp/cgi-bin/nb20020110a3.html.
Ora sotto casa ho invece un distributore di sigarette e c'è sempre un gran via vai di gente. L'altra mattina, verso le 7.00 (ebbene sì ormai la mia sveglia di nome ebi ha deciso che mi devo svegliare ogni giorno all'alba!) affacciandomi dal bancone ho notato un autobus effettivamente vuoto, parcheggiato alla fermata. Dato che non si tratta di un capolinea ho continuato ad osservare incuriosita e dopo poco ho visto l'autista risalire con in mano un pacchetto di sigarette! Non so perché ma mi ha fatto strano.
La mattina Kchan ci veniva a prendere in macchina e andavamo insieme in giro per l'isola. Una mattina spinto dalle mie conntinue richieste di essere portata al mare (avete presente i bambini? ecco così) siamo sbucati in un posto fantastico: Sorgeto. A parte gli innumerevoli gradini che bisogna fare per accedere in questa baia, ne vale davvero la pena. Si tratta di un punto in cui dell'acqua termale sgorga nel mare a 90 gradi, creando delle splendide vasche di acqua più o meno calda. Kchan era impazzito, tanto che mi ci ha fatto tornare anche un'altra volta e credo proprio che ci tornerà anche da solo. L'unica pecca di questo posto sono gli scogli scivolosissimi che delimitano le vasche (su cui mi sono sgraffiata allegramente una gamba) e la mega salita da fare al ritorno, magari sotto il sole cocente delle tre di pomeriggio. Ecco, consiglierei vivamente a chi di voi pensa di visitare questo posto prima o poi di farlo quando fa meno caldo
. Se poi mentre siete lì vi viene fame fate un salto "da Gisella", una trattoria che si trova in cima alle scale, la vista panoramica è molto bella e i piatti sono buoni e abbondanti, potete tranquillamente saziarvi anche con un piatto di bruschetta!
si affacciano sulla Baia di Citara e che erano tra l'altro vicinissimi al nostro hotel. Anche se il costo del biglietto non è pochissimo (30 euro per agosto) se ci si passa l'intera giornata ne vale proprio la pena, dato che ci sono tantissime vasche e piscine di acqua termale salata e c'è anche l'accesso ad una bella spiaggia dotata di ombrelloni e sdraio. La vasca più divertente era quella detta giapponese, che di giapponese non aveva niente. In pratica era un ashiyu (terme per i piedi) che solitamente in giappone si utilizza sedendosi sul bordo immergendo le gambe, mentre qui consiste in due vasche rettangolari (una di 15 e l'altra di 40 gradi) sul cui fondo si trovano dei ciottoli. in cui bisogna "passeggiare" passando dal freddo al caldo per almeno 7 volte come ho sentito dire da qualche cliente. Una tortura come l'ha definita mia madre che si è rifiutata come Kchan, io invece ho fatto i miei due giretti e mi sono bastati 

Ieri Kchan è tornato a casa solo per un giorno, ma come al solito la sua presenza è stata decisiva. Nella mattina una telefonata mi ha avvertito che all'ISOLA Tiberina sarebbe stato riproiettato il film giapponese "Amalfi" girato, in occasione dei 50 anni della Fuji television,interamente in italia fra Roma, Amalfi e Caserta. Così dopo aver fatto due conti abbiamo deciso di andare a vederlo. E' stata una bella idea. La location dell'isola è veramente bella e oltre agli schermi ci sono anche dei begli stand dove poter prendere un drink o spizzicare qualcosa sedendosi su grandi cuscini. Io e Kchan abbiamo però optato per un kebab al volo visto che non avevamo molto tempo per mangiare. Una volta seduti K se ne è uscito dicendo che non c'era poi così tanta gente, ma quando il film stava per iniziare quasi tutti i posti erano stati occupati. Tra l'altro ho incontrato tante persone che non vedevo da tempo. Il film a parte per le location non era eccezionale, anche se la storia era abbastanza contorta. Alla fine sono stata io a dover spiegare delle parti a K!!!
e meno male che il film era in giapponese!!! una volta quando stavamo insieme da poco ho portato il povero kchan a vedere "Se mi lasci ti cancello" aka "Eternal sunshine of the spotless mind"...si è addormentato quasi subito
Cmq nonostante il titolo, gran parte del film si svolge a Roma, piazza di spagna, stazione termini, castel santangelo, l'università sapienza e l'ambasciata giapponese.
Stamattina K è partito all'alba per fare ritorno in Puglia con la macchina; già in tarda mattinata però mi ha chiamato per informarmi che da domani andrà a lavorare a Ischia, il paradiso per lui. Già innamorato di capri, dove sarà andato almeno 4-5 volte, ischia rappresenta per lui l'isola perfetta avendo anche le terme. Speriamo che con questo nuovo lavoro si trovi meglio. A forza di stare isolato nel tavoliere della puglia gli stava venendo la depressione. Sicuramente a Ischia troverà un'altra situazione. Incrociamo le dita.