sabato, 28 febbraio 2009

Vita tipo di una casalinga giapponese

Prendendo spunto dal titolo di  un libro che ho appena letto "Le quattro casilnghe di Tokyo" (che in realta` non erano affatto casalinghe) vorrei spendere poche parole sull`argomento. Mi ha colpito in particolare quello che dice uno dei protagonisti del libro, un uomo: " Gia` e` vero le casalinghe se la passano bene, e` semplice per loro farsi belle della propria virtu`".

In questo momento della mia vita da sposata, in cui non lavoro e passo molto tempo in casa sono praticamente una casalinga (aggiungerei disperata, anzi piu` disperata che casalinga). Appunto non mi sento affatto una casalinga. Le casalinghe giapponesi, loro si` che possono ritenersi delle casalinghe con la "c" maiuscola. Prendiamo la mamma di mio marito, che  ha lasciato il lavoro per crescere i suoi figli. Adesso si fa in quattro comunque continuando ad aiutarli, segue la casa, il marito, le nipotine. Si alza la mattina presto per preparare la colazione al marito (riso, zuppa di miso, pesce, verdure e tremila altre cosette che ogni volta che vado da loro torno con 50 kg in piu`), poi dopo aver pulito per bene la casa, fatto il bucato e ritirato i panni e steso quelli nuovi, va in piscina e percorre almeno 1 km a nuoto.  Una volta a settimana frequenta un corso di inglese e da quello che so frequenta anche un corso di yoga, tanto che nel mese in cui siamo stati a casa con loro lei mi cercava di coinvolgere nei suoi esercizi di yoga la sera davanti alla televisione. Io sembravo una vecchietta incartapecorita, mentre lei era agile e elastica come una ragazza di oltre 60 anni. Mamma mia che vergogna! Giustamente poi molto spesso si prende dei momenti di vacanza e fa dei viaggietti in giro per il mondo: europa, Asia, America . L`ammiro proprio tanto.

...e io che invece non vedo l`ora di trovare un lavoro anche per avere la scusa di non avere tempo per le faccende domestiche.  

A parte tutto, le casalinghe giapponesi si fanno un bel mazzetto nei primi anni di matrimonio, quando hanno i figli piccoli da crescere, la casa e i soldi da amministrare. Ebbene si, in Giappone se l`uomo porta i pantaloni, la donna porta il Portafoglio. E` lei che si fa dare tutto lo stipendio,  e concede al marito solo un paghetta mensile. E`lei insomma l`unica amministratrice dei soldi. Col passare degli anni pero`, quando i figli crescono, la moglie giapponese si leva qualche sfizio, inizia a viaggiare, frequentare tantissimi corsi (lingua, pittura, ballo ecc.). In Giappone esistono tantissimi centri culturali all`interno di centri commerciali dove poter frequentare i corsi piu` disparati...questa e` un`altra delle cose che mi mancano in Italia.

postato da: Padmehime alle ore 15:43 | link | commenti
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Gente che viene, gente che va :)

Febbraio e` stato un mese prolifico dal punto di vista delle visite. Due settimane fa infatti sono venuti per la prima volta in Italia un compagno di liceo di K. con la moglie e il loro bimbo di 1 anno (Rihito kun, troppo dolce e tenero). Sono stati proprio di parola. Giusto un anno fa li avevamo incontrati a Osaka e vevamo conosciuto il loro piccolino, che allora aveva solo pochi mesi ma tantissimi capelli :) in quell`occasione ci avevano espresso il loro desiderio di voler visitare l`Italia: "detto, fatto". Ayako (la moglie) ha detto di aver rinunciato all`acquisto di molte cose pur di riparmiare e poter venire a Roma. Che brava!  Dato che non erano mai stati in Italia, ovviamente non parlano in italiano e viaggiavano con un bambino ho deciso di andarli a prendere (accompagnata dalla mia mammina, nel ruolo di navigator un po` taroccato, visto che mi ha fatto sbagliare strada!). Ayako appena mi ha visto all`uscita degli Arrivi ha urlato con una voce tra il rincuorato e il terrorizzato il mio nome...mi ha fatto troppo ridere! mi hanno detto che appena arrivati si erano gia` persi: invece di andare al ritiro bagagli stavano andando a prendere un altro aereo!!! ah ah ah! nel tragitto tra l`areoporto e il loro albergo continuavano a guardarsi in giro e a esclamare "eeeeeh?!? sugoi!" (sugoi= ammappa!! trad. libera in romano)  riferendosi alla quantita` di macchine in giro (era sabato sera) e parcheggiate.  Dato che si sono fermati una settimana siamo riusciti ad approfittare del giorno libero di Keisuke per andare tutti insieme in gita dal mattino alla sera  a Firenze...con la macchina! mamma mia che guidata!  tra l`altro dato che era un giorno feriale c`erano un casino di camion e dulcis in fondo delle forti raffiche di vento che facevano sbandare la macchina. Nonostante sia stata una toccata e fuga ne e` valsa la pena, Firenze e` sempre Firenze. E poi abbiamo finanziato non so quanti banchetti vicino al duomo che ultimamente data la penuria di turisti (causa crisi globale) facevano degli importanti sconti. Ayako ha comprato non so quante borsette di cuoio, sandali, portafogli ,cinte ecc. prima di andare via da Firenze mi ha abbracciato dicendo "grazie!!! Paola dai suki! " ...anche se devo ammettere che l`idea di andare a Firenze era stata di Kchan.

Come dice il titolo c`e` anche gente che viene...un altro amico e` venuto da noi. Si tratta di un collega cuoco di kchan, che parla romano (dato che ha vissuto qui per 5 anni). Kchan e` praticamente rinato. Era tutto eccitato all`idea che potesse rivedere alcuni dei suoi amici, parlare e scherzare  liberamente in giapponese e bere in compagnia. Avrei avuto piacere di rivedere anche la moglie e il bimbo di questo amico, ma non sono potuti venire. Magari li rivedro` in Giappone ;)

 

postato da: Padmehime alle ore 15:36 | link | commenti
categorie: italia
mercoledì, 25 febbraio 2009

libri e ricordi

....Ancora non sono riuscita a finire il libro noir di Natsuo Kirino " Le quattro casalinghe di Tokyo", ma ieri cercado una immagine delle copertina da poter postare ho trovato un forum interessante: "aNobii" dove ho scoperto che a Maggio 2009 dovrebbe essere pubblicato in Italia un altro libro di questa scrittrice dal titolo "Real World" (Prezzo € 15,50,224 p.,Editore Neri Pozza, data uscita maggio 2009).

Purtroppo io ho proprio un viziaccio: quando leggo per la prima volta un libro di un determinato scrittore e mi piace poi mi fisso e leggo solo i libri di quello scrittore. Questo mi porta a variare poco le mie letture, ma e` piu` forte di me. E` capitato cosi` anche con Banana Yoshimoto (che pero` ho capito che scrive sempre piu` o meno le stesse cose, diciamo che ogni tanto compro i suoi libri solo perche` li traduce Giorgio Amitrano) e Haruki Murakami.  Probabilmente quindi leggero` altri libri di questa scrittrice.

Detto cio`, ieri sono andata alla penultima lezione del corso di giapponese avanzato, sui  monumenti e le opere d`arte che si trovano a Roma, che sto frequentando presso l`istituto giapponese di cultura .Eh si`, non si finisce mai di imparare... e dimenticare, aggiungerei. Mi dispiace che la settimana prossima sia gia` l`ultima lezione. Un po` perche` alle mie orecchie faceva davvero bene sentire paralre in giapponese, ma anche perche` era  praticamente l`unico impegno fisso che avevo!!! argh!  poi l`insegnante e` simpatica e dice cose interessanti. Dicevo proprio ieri ad una amica un aspetto che mi piace dei giapponesi: trovo che le persone colte, gli uomini e le donne giapponesi esperti in qualsiasi campo (almeno quelli che ho conosciuto io fino ad adesso nel mio piccolo) siano estremamente umili e semplici nonostante la loro profonda cultura. In Italia, invece, mi hanno sempre dato fastidio quei professori ed esperti che hanno sempre bisogno di spiattellare in faccia alla gente comune il proprio sapere, che creano una barriera fra loro e le altre persone meno colte, che le guardano dall`alto verso il basso. Mi rimarra` sempre caro un ricordo. Era la prima volta che ero in Giappone. Ero andata a Tokyo per visitare la citta` e dato che mi interessa molto l`argomento "ukiyo-e" (non per niente e` stato argomento trattato nella mia tesi) sono andata sotto consiglio di alcuni amici a visitare una piccola galleria, purtroppo non mi ricordo la zona di Tokyo. Pero` mi ricordo ancora la data: 14 febbraio 2004. Eh si` era S. Valentino.  Be` per farla breve mentre mi trovavo a osservare le stampe xilografiche mi si avvicina un signore che mi inizia a fare domande sul perche` mi trovassi li` ed era stupito del fatto che una ragazza giovane  come me si interessasse a quel argomento. Si lamentava infatti che i giovani giapponesi non si avicinassero affatto alla cultura autoctona, in particolare all`ukiyo-e. Insomma, alla fine mi ha detto che era un amatore ed esperto di ukiyo-e che si riuniva di tanto in tanto con altri amici per parlare dell`argomento in quella galleria. Quel giorno era proprio venuto li` per una riunione e  invito` a partecipare anche me!!! io purtroppo a quell`epoca parlavo e capivo pochissimo il giapponese qiundi mi ricordo ben poco di quello che e` successo. Pero` mi ha colpito davvero la loro ospitalita`. Mi ricordo che era san valentino perche si erano seduti tutti in circolo (erano quasi tutti uomini) a mangiare la cioccolata che avevano ricevuto e me l`hanno anche offerta . In Giappone infatti esiste l`usanza che il 14 febbraio solo le donne debbano regalare ai colleghi di lavoro, amici e conoscenti della cioccolata. Il loro gesto verra` poi ricambiato il 14 marzo (detto white day) quando a loro volta riceveranno della cioccolata. Gia`, l`altra volta una coppia di amici di mio marito venuti in viaggio dal Giappone e` rimasta stupita che anche in Italia esistesse e si festeggiasse il giorno di S.Valentino!!!  ah ah ah!   

 

postato da: Padmehime alle ore 20:38 | link | commenti (2)
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Insomma dicevo che siamo (purtroppo) tornati in Italia. In effetti in Giappone ci stavo proprio bene, non per niente mi continuano a dire (sia giapponesi che italiani) che il mio carattere e` molto simile a quello di una giapponese mentre mio marito e` piu` italiano. In ogni caso a Maggio siamo tornati, ma solo ora me ne sto effettivamente rendendo conto. A

ppena arrivati in Italia ero stordita dalle mille cose da fare e strano ma vero ero riuscita a trovare in un giorno tre probabili lavori. Non so se ho fatto bene o male: io di questi ne ho selezionato uno che sarebbe stato il lavoro perfetto per me se non fosse che era solo una sostituzione di una persona in congedo. Che fare?  ho accettato il lavoro di sei mesi. Morale della favola: da dicembre sono di nuovo a spasso. Sicuramente e` stata una esperienza interessante e formativa, seppur breve, ma a 31 anni  vorrei proprio trovare un lavoro per sentirlo mio. Ormai ne ho cambiati diversi di lavori. Tutti mi hanno insegnato qualcosa e mi hanno arricchito. Mi piacerebbe pero` fermarmi, trovare un lavoro e dedicarmici con passione. Riusciro` nell`impresa? mah!

Kchan per fortuna non ha di questi problemi. E` un cuoco di cucina giapponese e visto che negli ultimi anni c`e` stato proprio il boom di sushi & co. ci ha messo pochissimo tempo a trovar un ristorante. Poi per problemi di incomprensioni varie e ritardati pagamenti di stipendio ha addirittura deciso di licenziarsi e ha trovato un altro posto. Proprio stasera sono andata  a mangiarci con una amica. Pur essendo un ristorante elegante mi ci sento a mio agio grazie alle persone che ci lavorano ( a parte ovviamente mio marito che non fa testo). Sono contenta che abbia trovato un ristorante in cui si trova bene. L`ambiente di lavoro e` molto importante e in passato ci sono stati dei momenti di forte stress per lui che invece e` un tipo allegro spensierato.Appena ne avro` l`occasione pubblichero` le foto di qualche suocoreografico  piatto.

Ora scappo a cercare di finire di leggere "Le quattro casilinghe di Tokyo" ....

 

 

postato da: Padmehime alle ore 10:18 | link | commenti
categorie: italia

Ci sono riuscita!

Finalmente sono riuscita a riparire questo blog! ...indovinate un po`? avevo perso la password !!!! ebbene si` mi faccio sempre riconoscere!

Vediamo un po`...da due anni a questa parte (ammappa l`ultima volta che ho scritto qualcosa e` stato nel lontano febbraio 2007!!!) di cose ne sono cambiate.

la bellissima e grandissima scuola in cui insegnavo italiano insieme ad altre migliaia di insegnanti e fallita un bel giorno in cui mi trovavo in vacanza, ignara di tutto, a festeggiare il mio trentesimo compleanno in Italia. Il mio stupore e` stato tale che mi e` crollato il mondo addosso, nonostante avevo  intenzione di lasciare quel lavoro....non intendevo di certo lasciargli i miei due stipendi non pagati!!! per fortuna in Giappone le cose funzionano bene e lo stato si e` preso il carico di ripagarci l`80 % dei nostri stipendi e di darci anche tre mesi di sussidio per la disoccupazione. Che bella che era la vita in Giappone!!!

dico che era bella perche` a maggio 2008 siamo tornati a vivere a Roma....io e Kchan. Nuova vita nuovi lavori, nuova casa, vecchi amici e parenti ritrovati.

 

postato da: Padmehime alle ore 00:36 | link | commenti
categorie: italia

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Cerco sempre di essere me stessa, anche se non ho ancora ben capito chi sono e cosa sto facendo....mah!

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