La mattina Kchan ci veniva a prendere in macchina e andavamo insieme in giro per l'isola. Una mattina spinto dalle mie conntinue richieste di essere portata al mare (avete presente i bambini? ecco così) siamo sbucati in un posto fantastico: Sorgeto. A parte gli innumerevoli gradini che bisogna fare per accedere in questa baia, ne vale davvero la pena. Si tratta di un punto in cui dell'acqua termale sgorga nel mare a 90 gradi, creando delle splendide vasche di acqua più o meno calda. Kchan era impazzito, tanto che mi ci ha fatto tornare anche un'altra volta e credo proprio che ci tornerà anche da solo. L'unica pecca di questo posto sono gli scogli scivolosissimi che delimitano le vasche (su cui mi sono sgraffiata allegramente una gamba) e la mega salita da fare al ritorno, magari sotto il sole cocente delle tre di pomeriggio. Ecco, consiglierei vivamente a chi di voi pensa di visitare questo posto prima o poi di farlo quando fa meno caldo
. Se poi mentre siete lì vi viene fame fate un salto "da Gisella", una trattoria che si trova in cima alle scale, la vista panoramica è molto bella e i piatti sono buoni e abbondanti, potete tranquillamente saziarvi anche con un piatto di bruschetta!
si affacciano sulla Baia di Citara e che erano tra l'altro vicinissimi al nostro hotel. Anche se il costo del biglietto non è pochissimo (30 euro per agosto) se ci si passa l'intera giornata ne vale proprio la pena, dato che ci sono tantissime vasche e piscine di acqua termale salata e c'è anche l'accesso ad una bella spiaggia dotata di ombrelloni e sdraio. La vasca più divertente era quella detta giapponese, che di giapponese non aveva niente. In pratica era un ashiyu (terme per i piedi) che solitamente in giappone si utilizza sedendosi sul bordo immergendo le gambe, mentre qui consiste in due vasche rettangolari (una di 15 e l'altra di 40 gradi) sul cui fondo si trovano dei ciottoli. in cui bisogna "passeggiare" passando dal freddo al caldo per almeno 7 volte come ho sentito dire da qualche cliente. Una tortura come l'ha definita mia madre che si è rifiutata come Kchan, io invece ho fatto i miei due giretti e mi sono bastati 


Questo post e` dedicato al mio Kchan. Lui e` letteralmente in fissa per le terme, meglio se giapponesi. Oggi accompagnato dal suo fido amico F. e` andato alla piscina delle Terme dei Papi e mi ha lasciata da sola a casa. Purtroppo io ho dovuto infatti rifiutare l`invito causa raffreddore bastardo. Non e` stata una sofferta rinuncia per me, ma evidentemente Kchan si sara` sentito in colpa dato che mi avra` chiamato almeno una decina di volte e mi ha anche mandato un paio di sms.

D`altra parte ormai ho capito: per lui andare alle terme e` un bisogno primario. Lui le adora. Appena ha un giorno libero scatta la sua frase tipica "onsen ikitainaaa" (=vorrei andare alle terme). Lo avrei dovuto capire fin da quando siamo andati per la prima volta in Giappone insieme. Devo ammettere che mi ha conquistato anche perche` mi ha introdotto al mondo delle onsen giapponesi. Prima di conoscerlo avevo provato ad andare a dei sento (bagni pubblici con diverse vasche di acqua calda) a Kyoto, ma l`esperienza e` stata molto diversa. Il colpo di fulmine pero` e` arrivato con le onsen di Kurokawa, un posto fantastico in cui diversi ryokan tradizionali si sposano perfettamente con la natura circostante.
Il Ryokan dove abbiamo soggiornato si chiama Nanjoen (南城苑) ed e` molto bello. Lo abbiamo scelto un po` per il budget di cui disponevamo, un po` perche` ci aveva particolarmente ispirati e ci e` andata proprio bene. Il costo del pernottamento e` un po` alto, ma ne vale assolutamente la pena. Di solito nei ryokan ci si passa una notte e sia la cena sia la colazione (super abbondanti) sono incluse nel prezzo, cosi` come uno o due yukata, gli zori e il set comprensivo di cuffia, pettine, elastici, asciugamanino e rasoio.
つつぐ
Per l`occasione posto alcune foto, approfittando del fatto che finalmente riesco a inserire delle mie foto 
